Massa Martana (Pg), si accende il festival Viaticus: domenica l’anteprima immersiva sul Monte Cerchio

19 Mag 2026 | Enogastronomia, Turismo

Va in scena domenica 24 maggio l’anteprima dell’evento dedicato alla comunicazione dei piccoli turismi, con le “Stazioni temporanee artistiche in natura sul Monte Cerchio”, esperienze artistiche di immersione tra natura, arte e archeologia.

 

 “Stanze” temporanee allestite tra gli alberi, nelle radure, tra le pietre, che accoglieranno gli interventi artistici e cerimoniali tra arte contemporanea, musica e installazioni a cura di collettivi e artisti

 

Massa Martana (Pg), si accende il festival Viaticus: domenica l’anteprima immersiva sul Monte Cerchio

 

Massa Martana (Pg), 19 maggio 2026 – Con un “pre-festival” aperto a tutti, un’esperienza artistica di immersione tra natura, arte e archeologia, si apre domenica 24 maggio 2026, il sipario di “Viaticus. Il Festival dei Piccoli Turismi”, il primo festival italiano interamente dedicato ai piccoli turismi e alla loro comunicazione, in scena a Massa Martana (Pg) dal 24 al 26 maggio 2026. Tre giorni in cui la comunicazione turistica torna alla sua radice latina di communis: non vetrina, ma “comune-azione”, ovvero atto condiviso che costruisce comunità, valorizza identità collettive e genera economia reale nei borghi e nelle aree interne d’Italia.

 

Partendo dall’ecosistema dei turismi umbri (enoturismo, oleoturismo e turismo gastronomico, turismo dei cammini, cicloturismo, turismo archeologico) il festival mette insieme chi racconta e governa le piccole destinazioni attraverso case history nazionali, panel formativi, ma anche esperienze immersive sul territorio rivolte a tutti. E si inizia proprio domenica 24 maggio con le “Stazioni temporanee artistiche in natura sul Monte Cerchio” che daranno la possibilità di visitare uno dei siti archeologici di Massa Martana. Un viaggio narrante alla scoperta delle peculiarità del territorio, con salita alla vetta del Monte Cerchio dove si visiterà il Castelliere, soprannominato la “Stonehenge dell’Umbria”, misteriosa struttura circolare in pietra situata a circa 900 metri di altitudine sui Monti Martani.

 

 

Il percorso, raggiungibile in autonomia, oppure con un trekking guidato (Info e prenotazioni tel. 347 1153245) o con una pedalata organizzata (Info e prenotazioni tel. 339 8978116) entrambe in partenza alle ore 8.15 dal centro di Massa Martana; è concepito come una sorta di “galleria d’arte in natura” e sarà disseminato di stazioni artistiche, “stanze” temporanee allestite tra gli alberi, nelle radure, tra le pietre, che accoglieranno gli interventi artistici e cerimoniali nella natura, tra arte contemporanea, musica e installazioni a cura di collettivi e artisti: Parole attese (Mara Albani, Sabrina Iezzi, Francesca Perniola, Alice Tonelli), Francesca Chiola, Sara Dias, Giulia Filippi, Roberto Ghezzi, Davide Mariani e Opera Bianco, con il progetto MINIMA BUCOLICA a cura di Mara Predicatori di Palazzo Lucarini Contemporary, ed inoltre Andrea Ferroni (Didgeridoo) e “Oltre la Prima Pietra – Azioni creative e partecipate per la valorizzazione del territorio” del Progetto Teatrale di Comunità a cura di Massimo Manini, regista e presidente Cooperativa Surgente, ETS partner dell’intervento MIND ACTION contenuto nel progetto “MASSA MARTANA: il borgo del dire e del fare”.

“A Monte Cerchio, il punto più antico e atavico del territorio – afferma Massimo Manini ci saranno stanze lungo il cammino occupate da performer che rilasceranno dal punto di vista artistico le emozioni che il territorio fa vivere ad un turista e visitatore. ‘Oltre la Prima Pietra’ è un progetto teatrale di comunità, memoria e impegno civile, pensato per l’evento artistico che sarà realizzato in questi luoghi. Saranno coinvolte anche persone del territorio, una sfida questa perché chiaramente non hanno dimestichezza con le arti, ma questo servirà per rendere il tutto ancora più suggestivo. Al centro quindi, quella pratica dell’azione performativa in cui i cittadini anche senza esperienza teatrale alcuna saranno chiamati ad essere i veri protagonisti in prima persona (attori, musicisti, cantanti e danzatori in base alle singole attitudini) di una ‘accoglienza artistica territoriale’ nella quale calarsi in occasione di questo ultimo appuntamento di Viaticus ideato a conclusione dell’intervento “Mind Action” contenuto nella più ampia progettazione Pnrr “Massa Martana, il borgo del dire e del fare”.

“Con il progetto curatoriale MINIMA BUCOLICA – dichiara Mara Predicatoriabbiamo voluto immaginare il paesaggio non come semplice sfondo dell’esperienza artistica, ma come presenza viva, interlocutore e materia stessa della relazione. In un tempo in cui il turismo tende spesso a consumare rapidamente i luoghi, questa iniziativa prova invece a restituire valore al camminare lento, all’ascolto, alla sosta, trasformando il Monte Cerchio in un museo temporaneo senza pareti, fatto di gesti minimi, opere effimere e pratiche di attenzione. Gli artisti coinvolti non occupano il paesaggio, ma lo attraversano con delicatezza, lasciando emergere memorie, tensioni e possibilità già presenti nel luogo. Il pubblico non è chiamato soltanto a osservare, ma a vivere un’esperienza condivisa di immersione, relazione e riscoperta dello sguardo. In questo senso, MINIMA BUCOLICA è anche una riflessione sul modo in cui possiamo tornare ad abitare poeticamente i territori, riconoscendo nel genius loci non qualcosa da monumentalizzare, ma una presenza fragile da ascoltare e custodire”.

Lungo il sentiero che conduce alla sommità del Monte Cerchio, il paesaggio si aprirà come un museo senza pareti, composto da stazioni artistiche che si incontrano una dopo l’altra. Attraverso interventi temporanei, essenziali e non invasivi, artisti sensibili al rapporto tra uomo e ambiente attiveranno un dialogo con il luogo, senza modificarlo, ma facendolo emergere. Le opere non si impongono: si rivelano nel tempo del passo, chiedendo attenzione, lentezza, presenza. Tra linguaggi del contemporaneo e materia del territorio – terra, storia, memoria – il percorso diventa un’esperienza di relazione, in cui il camminare stesso è parte dell’opera. La salita assume così il ritmo di un attraversamento quasi rituale: un movimento di ricontatto con il paesaggio e con uno sguardo capace di riscoprire, nel minimo, una forma di intensità.

Al termine della passeggiata verrà offerta ai partecipanti una degustazione di prodotti locali nel bosco in collaborazione con la Comunanza Agraria di Colpetrazzo e la Pro Loco di Colpetrazzo.

 

 

Artisti e Stazioni

Oltre la Prima Pietra – Azioni creative e partecipate per la valorizzazione del territorio” – Progetto Teatrale di Comunità a cura di Massimo Manini, regista e presidente Cooperativa Surgente.

Ci sono cose di un territorio che le parole non sanno esprimere, così come la gente che abita i propri luoghi, riesce a trasmetterle senza dire nulla. Oltre la Prima Pietra, il percorso ideato da Massimo Manini per un gruppo di persone massetane, parte proprio dall’idea di raccontare l’essenza di un territorio attraverso le emozioni che questo suscita. Una su tutte, il tema dell’accoglienza, dell’ospitalità, di far sentire chiunque venga a visitarlo a casa propria. Di stare bene: con sè stesso, la gente del posto, l’ambiente che lo circonda. Perché ognuno guarda ciò che ha attorno per cercare di comprendere ciò che osserva: ma non tutti riescono a farlo col punto di vista di chi i luoghi li abita, li vive, li ama. Un progetto teatrale/performativo di comunità, memoria e impegno civile breve, realizzato con persone senza esperienza teatrale alcuna, ma con quella voglia di esprimere col silenzio, la voce della propria comunità.

 

Direttore artistico e regista Massimo Manini.

 

Parole attese con l’intervento “Se sia anche per loro una liberazione”

Il collettivo (composto da Mara Albani, Sabrina Iezzi, Francesca Perniola, Alice Tonelli) nasce dall’incontro tra pratiche performative e relazionali, in cui il corpo diventa spazio condiviso di esperienza. Il lavoro si sviluppa tra dimensione intima e apertura, indagando la relazione come luogo di trasformazione. L’intervento a Massa Martana si caratterizza in quattro corpi uniti da un unico abito che si offrono come presenza corale, sostenendo tra le braccia una costellazione di doni, frammenti di natura, cura, memoria. Tra sussurri e silenzi, il gesto si fa rito: un invito sottile, non prescrittivo, ad avvicinarsi, a sostare, a partecipare. Nel paesaggio del Monte Cerchio, la poesia prende forma come atto minimo di accoglienza, in cui umano e naturale, cultura e origine, si sfiorano senza mai trattenersi.

 

 

Francesca Chiola con l’intervento “Con un’alba ferma, che non porterà nessun giorno”

L’artista vive e lavora a Montesilvano (Pescara). La sua ricerca si sviluppa tra autobiografia e contesto, con un uso centrale di suono e voce come strumenti relazionali. La sua performance nasce da una raccolta di attese e separazioni, trasformando storie individuali in una presenza condivisa. Un’azione sospesa che attraversa il tempo che precede l’addio.

 

Sara Dias con l’intervento “L’accondiscendenza delle falene”

L’artista vive e lavora a Villamagna (Chieti). La sua pratica, di matrice autobiografica, si configura come dispositivo relazionale tra intimità e dimensione collettiva, attraverso performance, scultura e installazione. Un gesto rituale si ripete come un “m’ama, non m’ama” silenzioso, tra attesa e perdita, tra gioco e desiderio. Il corpo attraversa una lenta spoliazione, insieme naturale e amorosa, oscillando tra innocenza e ossessione, tra cultura e impulso ancestrale. In questo bilico, il rito restituisce l’incongruenza e la magia del desiderare: ciò che si offre, si consuma e continua, ostinatamente, a cercare risposta

 

Giulia Filippi con l’intervento “Dolcezza”

L’artista vicentina vive e lavora a Bevagna (Perugia). Artista visiva e ricercatrice, sviluppa una pratica radicata nel lavoro all’aperto, in relazione diretta con materiali ed elementi naturali. Piccoli oggetti, realizzati con materiali organici come zucchero, miele o albume, si innestano nel paesaggio come forme minime e trasformabili. Il titolo richiama insieme una qualità relazionale e la natura stessa della materia utilizzata. Tra pietra e organismo, questi elementi si offrono al tempo e agli agenti naturali, accompagnati da interventi discreti di disseminazione. Lo zucchero, legame vitale con le piante ma anche sostanza carica di implicazioni economiche e sociali, diventa materia ambigua: nutrimento e trasformazione. Semi e materiali impollinanti attivano processi di mutazione, suggerendo un paesaggio in divenire, che continua a trasformarsi oltre lo sguardo umano.

 

Roberto Ghezzi con l’intervento “Pagina bianca”

La ricerca dell’artista visivo di Cortona si concentra sul paesaggio naturale attraverso la Naturografia, lasciando che siano i processi naturali a determinare l’opera. Un cerchio di taccuini, raccolti nei viaggi e nei paesaggi attraversati dall’artista, si offre come dispositivo di osservazione e scrittura condivisa. Strumenti di indagine e sedimentazione dello sguardo, questi quaderni custodiscono appunti, tracce e riflessioni legati alla pratica della Naturografia. Alcuni vengono messi a disposizione del pubblico, invitato a scrivere e annotare: un gesto semplice che trasforma l’esperienza del paesaggio in un archivio poetico collettivo, capace di restituirne il respiro.

 

Davide Mariani con l’intervento “Punto di abitazione”

L’artista vive e lavora a Serrenti in Sardegna. La sua pratica indaga il rapporto tra corpo e spazio, con particolare attenzione all’abitare, attraverso il camminare come gesto estetico. Una performance che attraversa il paesaggio come gesto di fatica e appartenenza. Tra strappo e ricucitura, l’azione diventa una pratica di cura e resistenza.

 

Opera Bianco con l’intervento “T”

Opera Bianco è un gruppo di ricerca artistica fondato da Marta Bichisao e Vincenzo Schino. Dal 2006 sviluppa pratiche tra danza, arti performative, arti visive e video, costruendo dispositivi scenici aperti e relazionali. Una figura ispirata a Buster Keaton attraversa il paesaggio attivando una relazione diretta con lo spazio e con il pubblico. Attraverso una costruzione precisa di gesti e citazioni corporee, il performer dà vita a una presenza in trasformazione, tra memoria e riattivazione.

 

 

Lunedì 25 e martedì 26 maggio 2026 – “Viaticus. Il Festival dei Piccoli Turismi” – I edizione

 

VIATICUS – Il Festival dei Piccoli Turismi è promosso dal Comune di Massa Martana nell’ambito del progetto PNRR M1C3 INTERVENTO 2.1 – ATTRATTIVITÁ DEI BORGHI STORICI “Massa Martana: il borgo del dire e del fare”, Linea di azione 6 “Realizzazione iniziative per l’incremento dell’attrattività residenziale e contrastare l’esodo demografico”, Intervento 2 “Mynd Action”. Pensato come un evento capace di tracciare nuove rotte nella comunicazione turistica, VIATICUS 2026 si rivolge a professionisti della comunicazione, operatori del turismo, destination manager, amministratori locali, agenzie di marketing territoriale, startup innovative, consorzi di produttori, cantine, frantoi, travel e food blogger, associazioni e comunità locali.

Dopo il “pre-festival” esperienziale di domenica 24 maggio, VIATICUS entra nel vivo adottando un format ispirato alle antiche stationes romane, le stazioni di sosta dove, lungo le vie consolari, i viandanti scambiavano notizie, provviste e visioni. Cinque panel-stazione scandiranno la giornata centrale del festival, lunedì 25 maggio, quando saranno messi a fuoco i “piccoli turismi” su cui si gioca oggi la competitività dei borghi italiani, letti prima nella loro declinazione umbra, poi messi in dialogo con le case history nazionali più virtuose ed esperti di comunicazione turistica.

Dopo le “cinque stationes” del 25 maggio – fatte di parole, panel e visioni – la manifestazione si concluderà martedì 26 maggio, nella giornata in cui il racconto si fa attraversamento con un tour alla scoperta del patrimonio archeologico del Comune di Massa Martana e dei luoghi di produzione di olio e vino del territorio: siti archeologici, cantine e frantoi daranno corpo al racconto, completando la “sesta stationes”.

“VIATICUS – Il Festival dei Piccoli Turismi” si candida così a diventare un appuntamento di riferimento nel panorama nazionale per la comunicazione turistica dei borghi, ponendo al centro autenticità, relazione e costruzione condivisa del racconto dei territori. Lo farà quindi attraverso tre giornate distinte ma intrecciate, come tre tempi di un unico viatico. Il nome stesso del festival richiama questa vocazione: “Viaticus”, dal latino, indica non solo la provvista per il viaggio, ma anche il coraggio di mettersi in cammino e aprirsi a nuovi incontri. Il festival si propone dunque come una reinterpretazione contemporanea dell’antico Vicus, da cui trae le sue origini Massa Martana, recuperando il senso originario della comunicazione come “comune-azione”, un fare insieme che genera narrazioni autentiche e partecipate, un mezzo per costruire comunità, valorizzare identità collettiva, generare economia reale nei piccoli territori.

 

Per maggiori informazioni

info@viaticusfestival.ithttps://www.viaticusfestival.it/it

 

Ufficio Stampa ADD Comunicazione ed Eventi

Michela Federici

https://developers.facebook.com/tools/debug/

Testata Giornalistica Aut. N. 27/2011 R.P. Tribunale di Perugia del 16/09/2011

ADD Comunicazione Uffici Stampa ed Eventi
di Tender soc Coop Arl - PI: 02624290546

11 + 7 =