Amerino Tipico Festival – Dal 2 al 4 ottobre 2026
Esperienze sul Vino, sull’Olio e sui Sapori
Venerdì 2 ottobre 2026, ad Amelia, l’apertura del festival con la tavola rotonda “Il recupero dei prodotti antichi come risorsa per l’Amerino” e, alle 18, la degustazione “Terre e Vini” con Antonio Boco

Amelia, 1° ottobre 2026 – Prende il via domani, venerdì 2 ottobre, la seconda edizione di Amerino Tipico Festival, la manifestazione promossa dal Comune di Amelia per valorizzare identità gastronomica, produzioni locali, biodiversità e paesaggio dell’Amerino, in programma fino a domenica 4 ottobre.
L’apertura del Festival sarà dedicata a un tema centrale per il futuro dell’area: il recupero dei prodotti antichi come strumento di tutela della biodiversità, valorizzazione delle produzioni locali e attrazione turistica.

Alle ore 16.00, al Teatro Sociale di Amelia, già candidato UNESCO 2026 nella Rete dei teatri condominiali all’italiana del Centro Italia, si terrà infatti la tavola rotonda “Il recupero dei prodotti antichi come risorsa per l’Amerino”, moderata da Marco Filippucci, docente dell’Università degli Studi di Perugia e responsabile del progetto Amerino Tipico, e organizzata in collaborazione con la Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale.
L’incontro metterà al centro il cibo come chiave di lettura del territorio, con una riflessione sulle possibili sinergie tra comunità, produttori e istituzioni per costruire un modello di sviluppo capace di tenere insieme sostenibilità, turismo rigenerativo, economia locale e tutela della biodiversità.

Al confronto parteciperanno Avio Proietti Scorsoni, sindaco di Amelia; Luigi Cremona, critico enogastronomico e storico curatore della guida Alberghi e Ristoranti d’Italia del Touring Club Italiano, talent scout di chef e ideatore del premio “Emergente”; Paolo Arice, fiduciario della Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale; Mauro Gramaccia, referente per il Servizio di Salvaguardia della Biodiversità regionale di interesse agrario del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria (3A-PTA), oltre a rappresentanti delle istituzioni e dei produttori impegnati nel recupero di prodotti e ricette della tradizione amerina.
Al centro del confronto ci saranno alcune delle produzioni e preparazioni che raccontano una parte meno conosciuta, ma profondamente identitaria, della cultura alimentare dell’Amerino: dalla Fava Cottòra, all’Acciaccata di Fornole, alla Fregnaccia con le verdure, fino al Paneforte all’Amerina, all’olio alla melangola di Ricci e al vino Tostolello della Cantina Zanchi.
Spazio anche al progetto della Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale dedicato all’olio Capperato e al Cucuncio, ricette legate alla tradizione dell’epoca romana e oggi oggetto di un percorso di recupero che coinvolge anche il Frantoio Suatoni.

L’obiettivo è trasformare questi prodotti, ricette e saperi non soltanto in testimonianze del passato, ma in elementi di una nuova proposta di promozione territoriale, capaci di raccontare l’Amerino attraverso la sua storia agricola, la biodiversità e il rapporto tra comunità e paesaggio.
“Il convegno che apre il festival non è un momento celebrativo, ma una scelta di indirizzo politico – sottolinea il sindaco Avio Proietti Scorsoni – Vino, olio e prodotti tipici sono una parte essenziale della nostra identità e una leva concreta di sviluppo economico, turistico e sociale. I prodotti al centro del confronto, sono gli stessi che i visitatori ritroveranno nelle tante degustazioni del programma del festival. Dietro ciascuno di essi ci sono aziende, famiglie e giovani imprenditori che custodiscono il territorio e lo rendono riconoscibile. Voglio ringraziare in modo particolare la condotta Slow Food locale, che con passione e competenza sta facendo ciò che per troppo tempo è mancato: mettere insieme tanti produttori, farli dialogare, trasformare singole eccellenze in una comunità. È un lavoro prezioso, che l’amministrazione riconosce e intende sostenere. Il nostro compito è accompagnare questo percorso, creando le condizioni perché la qualità diventi valore economico e opportunità di lavoro. Anche per questo, vogliamo fare di Amerino Tipico un appuntamento strutturale, capace di crescere anno dopo anno e di rafforzare la rete tra Comuni, produttori, associazioni e operatori”.

A sottolineare il valore di questo patrimonio è anche Paolo Arice, fiduciario della Condotta Slow Food Terre dell’Umbria Meridionale: “Un territorio obliato che può trarre vantaggio dall’essere stato dimenticato dai grandi flussi turistici e dall’industrializzazione. Uno scrigno da difendere e da cui trarre linfa vitale: l’Amerino. L’Amerino dei boschi, delle tradizioni, della buona tavola, del silenzio”.
Una prospettiva che trova nel recupero delle varietà, delle ricette e dei saperi locali un possibile strumento per dare nuova centralità alle comunità e alle produzioni dell’area.
La giornata inaugurale proseguirà alle 18.00 sulla Terrazza del Teatro Sociale, con “Terre e Vini”, un viaggio tra vitigni, produttori e paesaggio Amerino, ambientato tra i tetti del borgo storico, nel paesaggio del tramonto umbro. A guidare il pubblico sarà Antonio Boco, giornalista enogastronomico e critico, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei vitigni e delle identità enologiche del comprensorio.
“Il vino, ma prima ancora l’uva che costituisce la materia prima essenziale per la sua realizzazione, è capace di raccontare in maniera diretta il territorio in cui nasce – spiega Boco – È la magia del “terroir”, che definisce il legame indissolubile tra i fattoti naturali di una determinata zona d’origine e il lavoro dell’uomo, nell’accezione collettiva e di lungo periodo delle sue azioni. Clima e microclima, natura dei suoli, varietà coltivate e scelte umane sono capaci di creare un mix di fattori interconnessi che influenzano e definiscono una comunità enologica circoscritta e identitaria. Il caso dell’Amerino è da questo punto di vista paradigmatico, seppure in divenire. Raccontiamo questa case history attraverso cinque cantine del territorio e altrettanti vini”.
Il percorso di degustazione proporrà dunque cinque espressioni dell’enologia amerina: Vino Custos – Tenuta Tre Arcangeli; Ciliegiolo Antichi Cloni – Zanchi; The Fighter Ciliegiolo – Pizzogallo; Ciliegiolo – Sandonna; Canaiolo – Le Poggette.
“Amerino Tipico Festival” è un evento del Comune di Amelia, ideato e organizzato dall’Agenzia ADD Comunicazione ed eventi. L’evento è organizzato grazie al sostegno del MIC – Ministero della Cultura Direzione Spettacoli, con la collaborazione della Condotta Slow Food Umbria Meridionale e della Strada dei Vini Etrusco Romana.
Per maggiori informazioni
segreteria.addcomunicazione@gmail.com
https://www.amerinotipico.it/festival-2026/
Ufficio Stampa ADD Comunicazione ed Eventi
Michela Federici
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